Trasformare lo stress per migliorare le performance

Lo stress - sintomi e inefficienze

Lo stress drena energia dalle persone e dai gruppi di lavoro. E’ fonte di malessere individuale e organizzativo. Produce sintomi fisici e inefficienze. Pregiudica la lucidità e l'equilibrio emotivo. Limita l'intuito e sovraccarica il nostro sistema nervoso. Fa male alle relazioni e alle performance.

Strumenti per trasformare lo stress

Il sistema feelgood* fornisce alle persone e alle aziende un tool-kit di tecniche pratiche, efficaci e scientificamente convalidate in grado di gestire e trasformare gli effetti dello stress. Così è possibile migliorare le performance individuali a tutti i livelli: mentale, fisico, emotivo, sociale, ambientale.

Le tecniche insegnate rispondono costantemente a tre pre-requisiti: efficacia (devono produrre risultati tangibili), efficienza (devono farlo in tempi brevi), autonomia (i partecipanti devono essere in grado di utilizzarle, implementarle e affinarle autonomamente dopo la conclusione del corso).

A differenza dei tradizionali programmi di riduzione dello stress (yoga, tecniche di rilassamento, meditazione, etc.) che richiedono lunghi tempi di apprendimento e isolamento nella pratica, gli strumenti di feelgood* sono facilmente integrabili nelle sfide quotidiane ad alto potenziale di stress.

Applicazioni

Le tecniche possono essere usate per fronteggiare specifiche situazioni stressanti (stati di malessere generale, super-lavoro e analisi di grandi moli di dati, public speaking, stress da vendita e/o negoziazione, meeting e riunioni, ansia da prestazione in generale, gestione di conflitti e/o ascolto attivo, viaggi e/o jetlag), o per allenare il corpo-mente a migliorare progressivamente le proprie performance e la conseguente capacità di sopportare e gestire lo stress.

Metodologia

In fase di progettazione del corso viene effettuata un’analisi preliminare dei livelli di Stress Lavoro Correlato, secondo quanto previsto dalla normativa vigente (D.Lgs. 81/08 art. 28). L'analisi tiene conto dei potenziali livelli oggettivi di stress e/o aree specifiche di rischio e delle percezioni soggettive dei dipendenti su specifiche aree del contesto professionale, delle relazioni, della comunicazione, del contenuto professionale e dell’ambiente.